1980. Bob Seger "Against The Wind"
Artista:
Bob Seger
& The Silver Bullet Band
Album:
Against the Wind
Anno di uscita:
1980
(pubblicato nello specifico il 25 febbraio 1980
)
Formazione:
L'album è stato registrato principalmente con la sua storica band di supporto, la The Silver Bullet Band
, affiancata in diverse tracce dai turnisti della Muscle Shoals Rhythm Section.
Bob Seger – Voce principale, chitarra acustica, chitarra elettrica, pianoforte
Drew Abbott – Chitarra elettrica
Chris Campbell – Basso
David Teegarden – Batteria, percussioni
Alto Reed – Sassofono
Craig Frost – Tastiere
Genere:
Heartland Rock
/ Classic Rock
• 🟢 PRO: Una sequenza straordinaria di ballate toccanti, capitanata dalla memorabile title track pianistica e impreziosita dai cori d'eccezione degli Eagles in brani storici come Fire Lake.
• Una Silver Bullet Band in stato di grazia che sprigiona un'energia trascinante e un groove potente in pezzi dal sapore southern rock e boogie come The Horizontal Bop
e Betty Lou's Gettin' out tonight.
• Un songwriting raffinato e accessibile al grande pubblico che sa coniugare la forza del rock e sfumature soul senza mai scadere nello sdolcinato, confezionato in un album storico premiato anche con un Grammy per la sua splendida copertina.
• 🔴 CONTRO: Il brano No Man's Land
, pur essendo un'ottima ballata, mostra un'evidente e fin troppo marcata dipendenza stilistica dal classico Simple Man
dei Lynyrd Skynyrd.
• 🏆 VOTO FINALE: 9.0 / 10
Vocalist roco e passionale, Bob Seger nella sua carriera si è venduto un po' a tutti i generi di moda, dal soul al southern-rock, dall'hard-rock alla ballata "Springsteen-iana", conservando però sempre la grinta e il senso del ritmo.
La sua lenta ma inesorabile scalata al successo nazionale venne coronata quando, gettato il saio country-soul al vento, gli posero al fianco la Silver Bullet Band, un combo rhythm and blues di grande presa nei concerti dal vivo che col tempo si rivelò una possente elettrica band di heavy-boogie.
Raggiunse l'apice della sua carriera, e la consacrazione a star del rock, con il disco doppio dal vivo Live Bullet (Capitol, 1976), sul quale presenta con la consueta carica emotiva i suoi cavalli di battaglia accanto a classici della musica di colore. Con gli album Night Moves (1977) e Stranger In Town (1978) Seger divenne uno dei beniamini del pubblico americano.
Against the wind uscito nel 1980, segue "Night Moves"(1976) e il vendutissimo "Stranger in town" (1978), suo best-seller, dischi che seppero coniugare alla perfezione la forza del rock con le splendide ballate. Dischi meno grezzi e più rifiniti in fase di stesura dei primi lavori di carriera, quindi più appetibili al grande pubblico.
"Against the Wind è il disco simbolo del rock americano più autentico : un racconto in musica che spiega cosa significa diventare grandi, mettendo a confronto l'energia dei sogni di gioventù con la malinconia del tempo che passa."
Con "Against the wind", considerato dallo stesso Seger il suo miglior lavoro, sposta ancora di più l'accento sulla melodia creando canzoni dal forte appeal romantico che comunque non cadono mai nello sdolcinato ma continuano ad avere quel trademark rock che non le fanno cadere nel pop.
Rappresentato da una splendida coperina, il disco si apre con un bel southern boogie rock'n'roll "The Horizontal Bop" con la band formata da Drew Abbott (chitarre), Alto Reed (sax), Chris Campbell (basso) e David Teegarden (batteria) che gira a mille. Dello stesso stampo sono "Long Twin Silver Line" e "Betty Lou's Gettin' out tonight", fiere e potenti con quel retrogusto sudista e rock'n'roll '50 che le rendono trascinanti.
Mentre "You'll accomp'ny me" e la finale "Shinin' brightly" sono soul con backing vocals femminili, "Her Strut" è un rock quasi marziale nel suo incedere.
Ma sono le ballads a segnare il disco. Se la bella No Man's Land, deve un po' troppo alla meravigliosa Simple Man dei LYNYRD SKYNYRD, la title track "Against the wind" è una ballad pianistica che lascia il segno diventando una delle migliori composizioni di Seger, "Fire Lake" è più country ed è marchiata west coast dagli ospiti Eagles alle backing vocals. "Good for me" è caratterizzata da una grande prova vocale di Seger, blues e sofferta.
Certo la lunga criniera di capelli nera ha lasciato il posto ad una zazzera bianca, i suoi movimenti non sono più quelli di una volta ma rimane pur sempre un rocker credibile e spontaneo.
"Nostalgico"
Ecco alcune delle storie e delle curiosità più particolari e affascinanti legate a "Against the Wind":
1. La "sfida" (vinta) ai Pink Floyd
Nel 1980, la classifica americana degli album (Billboard 200) era dominata da mesi da un titano apparentemente imbattibile: The Wall
dei Pink Floyd. Con Against the Wind
, Bob Seger compì un'impresa incredibile, riuscendo a scalzare il capolavoro dei Pink Floyd dal primo posto
e mantenendo la vetta per ben sei settimane consecutive. È stato l'unico album della carriera di Seger a raggiungere la posizione numero 1 in assoluto.
2. Quella frase nostalgica nata durante i compiti di scuola
Il brano che dà il titolo all'album contiene una delle frasi più famose del rock americano: "I wish I didn't know now what I didn't know then"
(Vorrei non sapere adesso quello che non sapevo allora).
Seger ha raccontato di aver scritto questa iconica frase nella cucina di casa sua, mentre cercava di concentrarsi mentre aiutava un amico a fare i compiti di matematica
. Ha ammesso che la riga gli è semplicemente "apparsa in testa" e lo ha tormentato finché non l'ha inserita nel testo.
3. I cori "segreti" degli Eagles
Bob Seger era molto amico dei membri degli Eagles
, con cui condivideva lo stesso manager. Durante le registrazioni a Los Angeles, Glenn Frey
(frontman degli Eagles) passò a trovarlo in studio. Seger gli fece ascoltare la traccia di Against the Wind
e Frey si offrì subito di registrare i cori di sottofondo. Nello stesso album, anche Don Henley e Timothy B. Schmit degli Eagles prestarono le loro voci per un altro brano, Fire Lake
.
4. Il rifiuto iniziale di "Fire Lake" (diventata poi una hit)
Il primo singolo estratto dall'album, Fire Lake
, in realtà era stato scritto da Seger nel 1971 per un disco precedente. La band e i produttori dell'epoca, però, la scartarono perché la ritenevano troppo acustica e "poco rock". Seger la tenne nel cassetto per ben nove anni prima di riarrangiarla e pubblicarla, trasformandola in uno dei suoi successi da Top 10.
5. Il cavallo in copertina e il Grammy "nascosto"
La famosa copertina dell'album mostra un dipinto di due cavalli che corrono liberi contro il vento, realizzato dall'artista Thomas Joseph Lawless. Questo immaginario visivo forte e nostalgico catturò perfettamente lo spirito del disco, tanto che l'album non vinse solo premi musicali, ma fece guadagnare a Seger e al suo team un Grammy Award per il miglior pacchetto grafico (Best Album Package) nel 1981.