Guitarist. 20 Guitar solos di tutti i tempi
Ecco una selezione dei 20 assoli di chitarra che hanno fatto la storia del rock.
I brani non sono inseriti in ordine di classifica
, poiché sarebbe impossibile decretare un vincitore assoluto: ognuno di essi brilla per la propria innovazione tecnica ed emotiva.
Questo è ciò che rende un grande suono rock & roll di chitarra: un riff irresistibile; un assolo che ti porta più alto ogni volta che lo si sente; l'accordo finale di potenza che si appunta al muro e ti colpisce "suonare" ancora e ancora.
Ogni canzone qui trasmette i suoi brividi. Ma questi sono i più grandi momenti di chitarra del rock a causa di ciò che è dentro le note: la fame, la furia, disperazione e gioia, spesso tutto in una volta.
Si sente il blues, gospel e rockabilly che è venuto prima, transformandosi nella necessità di dire qualcosa di nuovo e forte, subito. Il Rock & roll è stato il suono di indipendenza per mezzo secolo.
Ogni assolo presente in questa classifica ha una storia affascinante, un'innovazione tecnica o un aneddoto memorabile che lo ha reso immortale. Ecco un viaggio dietro le quinte di ciascuno dei 20 capolavori della lista:
"Voodoo Child (Slight Return) di Jimi Hendrix (tratto dall'album Electric Ladyland del 1968) è un capolavoro assoluto del rock psichedelico e del blues-rock, famoso per il suo riff ipnotico e per un'esplosione continua di chitarra solista che fonde caos controllato, distorsione e virtuosismo."
"Esplorare"
1. Hotel California – The Eagles
(Joe Walsh & Don Felder)
Non è un semplice assolo, ma un vero e proprio "duello" pianificato. Don Felder compose la base e la parte finale a spirale, ma in studio lui e Joe Walsh improvvisarono e si scambiarono le battute battendosi nota su nota, creando uno dei finali più iconici della storia del rock.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Un'architettura sonora metodica, registrata sotto il caldo torrido di Miami.
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Le Chitarre:
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Don Felder: Ha suonato la sua parte solista usando una Gibson Les Paul Standard del 1959.
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Joe Walsh: Ha risposto ai colpi usando una Fender Telecaster degli anni '60.
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Gli Amplificatori: Entrambi i chitarristi hanno registrato i propri assoli utilizzando dei piccoli amplificatori Fender Tweed Deluxe degli anni '50 spinti al massimo del volume, microfonati da vicino con i classici Shure SM57. I piccoli amplificatori vintage, se saturati, offrono una compressione naturale perfetta per far emergere i dettagli del tocco.
2. Eruption – Van Halen
(Eddie Van Halen)
Questo brano ha ridefinito il modo di suonare la chitarra elettrica. Eddie Van Halen non pensava nemmeno di inserirlo nell'album: era solo un esercizio di riscaldamento che faceva in studio. Il produttore lo sentì, rimase a bocca aperta e decise di registrarlo al volo, sdoganando a livello mondiale la tecnica del tapping
(suonare la tastiera con entrambe le mani).
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il big bang della chitarra moderna, nato da un amplificatore "modificato" e una chitarra da 130 dollari.
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La Chitarra: La celeberrima Frankenstrat originale (allora con strisce bianche e nere, prima di diventare rossa). Eddie la assemblò da solo spendendo pochissimo: un corpo in frassino di seconda scelta ($50) e un manico in acero ($80). Ci installò un vecchio pickup humbucker Gibson PAF avvolto secondo le sue specifiche, montato direttamente nel legno per avere più risonanza. C'era un solo controllo: la manopola del volume.
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L'Amplificatore: Una testata Marshall Plexi Super Lead da 100 watt del 1968. Il segreto del sound di Eddie stava nell'uso di un Variac (un trasformatore di corrente variabile). Abbassando la tensione elettrica della stanza da 110V a circa 90V, Eddie costringeva le valvole dell'amplificatore a saturare a volumi umani, ottenendo quel sound caldo, distorto e pastoso ribattezzato "Brown Sound".
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Gli Effetti: Un pedale MXR Phase 90 (lasciato sempre acceso durante l'assolo per dare movimento alle frequenze medie) e un Univox EC-80 Echo a nastro.
3. Comfortably Numb – Pink Floyd
(David Gilmour)
Considerato da molti l'assolo più emozionante di sempre, nasce in realtà da un momento di fortissima tensione. Roger Waters e David Gilmour stavano litigando furiosamente sul sound dell'album The Wall
. Gilmour incise l'assolo finale unendo diversi frammenti delle sue improvvisazioni in studio, guidato solo dal puro istinto viscerale.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il sound di questo assolo è imitato da generazioni di chitarristi, ma ottenerlo richiede una catena di effetti e amplificatori molto specifica studiata da Gilmour e dal suo tecnico dell'epoca, Phil Taylor.
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La Chitarra: La leggendaria "The Black Strat" , una Fender Stratocaster del 1969 fortemente modificata nel corso degli anni. Per questo assolo montava un manico in acero del 1978 e un pickup humbucker Seymour Duncan SSL-1 al ponte, capace di dare quel suono tagliente ma corposo.
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Gli Effetti (La Catena Sonora): Il segreto del sustain (la lunghezza delle note) quasi infinito di Gilmour non era la semplice distorsione, ma una combinazione di guadagno e modulazione:
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Un fuzz Electro-Harmonix Big Muff Pi (versione "Ram's Head" degli anni '70), che forniva la distorsione spessa e ricca di armoniche.
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Un compressore MXR Dyna Comp per livellare il suono e allungare la nota.
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Un flanger Electro-Harmonix Electric Mistress , impostato in modo leggero per dare quel movimento tridimensionale, quasi "liquido", alle frequenze.
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Un delay digitale per dare profondità spaziale.
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Gli Amplificatori: In studio Gilmour non ha usato un solo amplificatore, ma ha miscelato il segnale di una testata Hiwatt DR103 da 100 watt (collegata a una cassa WEM 4x12) con un cabinet rotante Yamaha RA-200 (un amplificatore stile Leslie che girando fisicamente creava un effetto di modulazione naturale unico).
4. Crossroads – Cream
(Eric Clapton)
Registrato dal vivo nel 1968, questo pezzo è la quintessenza del blues-rock. La particolarità sta nel fatto che Clapton si perse completamente nel ritmo durante l'esecuzione, faticando a capire dove fosse il "tempo" dettato da batteria e basso. Nonostante questo disorientamento, ne uscì un assolo magistrale, veloce e fluidissimo.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il suono di Clapton in questo brano è il perfetto esempio del cosiddetto "Woman Tone"
, un timbro caldo, grosso, distorto ma incredibilmente dolce sulle alte frequenze, che ha fatto scuola.
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La Chitarra: Una Gibson ES-335 del 1964 di colore rosso ciliegia (chiamata affettuosamente "The Cream Guitar" ). Per ottenere il suo iconico suono, Clapton utilizzava il pickup al manico (o entrambi i pickup insieme) e azzerava completamente il potenziometro del tono sulla chitarra, lasciando invece il volume al massimo. Questo tagliava tutte le frequenze acute e "acide", lasciando un suono cremoso e ricco di medi.
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L'Amplificatore: Due testate Marshall JTM45 / Super Lead da 100 watt collegate a casse 4x12. All'epoca non esistevano pedali di distorsione moderni; la saturazione veniva ottenuta semplicemente girando la manopola del volume dell'amplificatore al massimo delle sue possibilità (fino a 10), costringendo le valvole a fondersi in una distorsione naturale e potentissima.
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Gli Effetti: Nessuno. Il segnale andava dritto dalla chitarra all'amplificatore. Tutto il sustain e le sfumature erano gestite esclusivamente dal tocco delle dita di Clapton e dal suo celebre vibrato.
5. Voodoo Chile – Jimi Hendrix
Da non confondere con la più corta Voodoo Child (Slight Return)
, questa è la traccia blues di 15 minuti registrata in una jam session notturna. Jimi la incise alle 7 del mattino insieme a Stevie Winwood all'organo e Jack Casady al basso. L'assolo è pura improvvisazione selvaggia e fiammeggiante.
L'assolo di Voodoo Chile
(tratto dal capolavoro del 1968 Electric Ladyland
) non è solo un pezzo di storia della musica, ma
rappresenta la massima espressione del blues psichedelico e spirituale di Jimi Hendrix
. Spesso confuso con la più breve e famosa Voodoo Child (Slight Return)
, questo brano è una monumentale jam session di ben 15 minuti
, guidata dall'improvvisazione più selvaggia e viscerale.
Ecco i dettagli tecnici e l'incredibile storia della notte in cui fu registrato questo capolavoro:
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Hendrix era famoso per spingere la tecnologia dell'epoca oltre i propri limiti fisici, creando sonorità che nessun altro chitarrista era in grado di concepire.
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La Chitarra: Una Fender Stratocaster dei tardi anni '60. Essendo Jimi mancino, suonava una chitarra per destrorsi capovolta. Questo dettaglio apparentemente banale cambiava la tensione delle corde e invertiva l'inclinazione del pickup al ponte, dando ai suoi suoni acuti una sfumatura più morbida e rotonda e ai bassi una maggiore definizione. Inoltre, la chitarra era accordata un semitono sotto (Eb), il che rendeva le corde più morbide e facilitava i suoi celebri e violentissimi bending.
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Gli Amplificatori: Una muraglia di testate Marshall Super Lead da 100 watt collegate a casse 4x12. Jimi teneva il volume al massimo per innescare il feedback (il fischio della chitarra), che non subiva passivamente, ma controllava muovendo il corpo nello spazio per trasformarlo in una nota musicale.
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Gli Effetti: Il suono di questo brano specifico è sorprendentemente "puro": si sente il tocco diretto delle dita, un uso magistrale del potenziometro del volume e l'effetto della saturazione naturale delle valvole dei Marshall.
6. Parisienne Walkways – Gary Moore
Il brano che ha consacrato la capacità di Moore di far "piangere" la chitarra. Il momento clou dell'assolo è una singola nota in sustain
(tenuta lunghissima), che Moore riusciva a far vibrare per oltre venti secondi grazie al feedback dell'amplificatore, un marchio di fabbrica che mandava in visibilio il pubblico nei live.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il suono cremoso, infinito e struggente di Gary Moore in questo brano è legato a una chitarra leggendaria e a una precisa combinazione di studio.
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La Chitarra ("Greeny"): Moore registrò il brano usando una Gibson Les Paul Standard del 1959 dal valore inestimabile. Questa chitarra apparteneva originariamente a Peter Green , il fondatore dei Fleetwood Mac. Green l'aveva venduta a Moore nei primi anni '70 per pochi dollari solo perché voleva che andasse in mani capaci. "Greeny" possedeva un timbro unico (un suono quasi "nasale" e fuori fase nelle posizioni centrali) dovuto a un errore di fabbrica nel cablaggio del pickup al manico, che era stato montato capovolto.
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L'Amplificatore: Gary Moore collegò la Les Paul a un piccolo amplificatore combo Mesa Boogie , il quale a sua volta veniva inviato dentro a una cassa Marshall 4x12 posizionata in studio.
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Il Segreto del Sustain: Contrariamente a quanto si pensa, in studio non furono usati pedali di distorsione esasperati. L'ingegnere del suono Chris Tsangarides spiegò che il sustain infinito venne ottenuto sfruttando la saturazione naturale delle valvole spinte ad alto volume (high gain ) e una tecnica sopraffina di finger vibrato (il movimento ondulatorio del dito sulla tastiera che mantiene viva la corda). In fase di missaggio venne aggiunto solo un leggero tocco di riverbero d'ambiente.
7. All Right Now – Free
(Paul Kossoff)
Kossoff aveva solo 19 anni quando registrò questo storico pezzo. Il suo assolo è una lezione magistrale di economia musicale: non usa tantissime note né una velocità folle, ma punta tutto su un vibrato strepitoso e sulle pause, dimostrando che il "silenzio" tra le note può essere potente quanto il suono stesso.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il sound di Kossoff in questo brano è incredibilmente crudo, secco e d'impatto, privo di qualsiasi effetto artificiale.
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La Chitarra: Una Gibson Les Paul Standard (modello "Burst" del 1959 o 1960). Kossoff era ossessionato dal sound delle Les Paul vintage. Il timbro dell'assolo è ottenuto selezionando il pickup al ponte, con i controlli di tono aperti al massimo per garantire quel suono graffiante e tagliente, capace di bucare il mix.
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L'Amplificatore: Una testata Marshall Super Lead da 100 watt collegata a due casse Marshall 4x12 caricate con coni Celestion "Greenback". Per ottenere la saturazione, l'amplificatore veniva spinto a volumi d'ascolto altissimi, quasi insostenibili all'interno della stanza di ripresa.
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Il Segreto del Vibrato: Il vero "marchio di fabbrica" di Paul Kossoff era il suo vibrato unico, ampio e drammatico . Kossoff non usava pedali; muoveva la corda tesa sul tasto con una forza e una precisione ritmica impressionanti, imitando l'effetto espressivo della voce umana. Questo permetteva alle note di rimanere vive e risonanti molto a lungo senza bisogno di distorsioni estreme.
8. Since I've Been Loving You – Led Zeppelin
(Jimmy Page)
Registrato interamente dal vivo in studio. L'assolo di chitarra di Page è drammatico e tormentato; la leggenda narra che la tensione emotiva durante l'esecuzione fosse così alta che il pedale della grancassa del batterista John Bonham iniziò a cigolare (rumore ancora udibile nella traccia finale), ma la take era così perfetta che decisero di non rifarla.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il sound di Page in questo brano è scuro, denso e pesante, ma incredibilmente definito nel mix, grazie all'uso sapiente della sua strumentazione preferita.
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La Chitarra: La celeberrima "Number One" , una Gibson Les Paul Standard del 1959 acquistata da Joe Walsh (chitarrista degli Eagles, anch'egli in questa classifica). Per questo assolo, Page utilizzò principalmente il pickup al manico per le parti più calde e calanti, per poi passare a quello al ponte durante il crescendo centrale per far "tagliare" il suono nel mix.
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L'Amplificatore: Una testata Marshall Super Lead da 100 watt modificata con valvole KT88, che offrivano una maggiore riserva di suono pulito (headroom ) e una distorsione più definita e "grossa" sui bassi.
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Gli Effetti: Incredibilmente, per questo assolo Page non usò i suoi soliti pedali (come il fuzz Sola Sound Tone Bender). Il segnale è totalmente "puro": la distorsione è generata unicamente dal volume dell'amplificatore e dal tocco furioso della mano destra. L'ambiente monumentale è invece frutto del riverbero naturale della stanza dello studio, catturato da microfoni panoramici distanti.
9. Bohemian Rhapsody – Queen
(Brian May)
May compose questo assolo per fare da ponte tra le strofe cantate e la sezione d'opera. Per farlo utilizzò la sua celebre chitarra "Red Special" (costruita in casa con suo padre usando il legno di un vecchio caminetto) e una monetina da sei penny al posto del plettro, ottenendo quel sound unico e cantabile.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il suono inconfondibile, cantabile e pungente di questo assolo nasce dalla combinazione della celebre chitarra autocostruita di May e di amplificatori storici:
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La Chitarra: La leggendaria Red Special , assemblata da Brian May insieme a suo padre usando il legno di un vecchio caminetto di casa e parti di una moto. Per l'assolo, May configurò i pickup Burns Tri-Sonic (collegando il pickup al manico e quello centrale in serie e fuori fase) per ottenere un timbro nasale e ricco di armoniche.
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Il Plettro: Al posto di un normale plettro di plastica, May utilizzò una moneta da sei pence inglese, che gli permetteva di avere un attacco sulle corde molto più duro, metallico e definito.
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L'Amplificatore e gli Effetti: Il segnale passava attraverso un pedale Dallas Rangemaster Treble Booster per poi entrare in uno o più amplificatori Vox AC30 spinti al massimo del volume. Non vennero utilizzati altri effetti di modulazione o pedali di distorsione esterni.
10. Sultans Of Swing – Dire Straits
(Mark Knopfler)
Knopfler compose inizialmente il brano su una chitarra acustica, trovandolo piatto. Quando passò alla chitarra elettrica Fender Stratocaster, il suo stile fingerpicking
(suonato rigorosamente con le dita, senza plettro) prese vita, culminando nell'assolo finale velocissimo e pulitissimo, ispirato alla musica jazz e country.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il suono pulito, cristallino e percussivo di Mark Knopfler
in questo brano non fa affidamento su distorsioni pesanti, ma sulla combinazione tra le dita e uno strumento storico:
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La Chitarra: Una iconica Fender Stratocaster del 1961 di colore rosso (con finitura spesa dal tempo), suonata rigorosamente senza plettro . Knopfler pizzica le corde direttamente con i polpastrelli e le unghie (usando il pollice, l'indice e il medio della mano destra), ottenendo un attacco delle note unico, dinamico e ricco di accenti ritmici impossibili da replicare con un plettro di plastica.
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L'Amplificatore: Un amplificatore valvolare Fender Vibrolux (o in alternativa un Music Man), tenuto a un livello di volume tale da generare appena una leggera compressione naturale ma rimanendo sostanzialmente pulito.
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Gli Effetti: Nessun pedale di distorsione o compressione esterna. Il timbro brillante e tagliente deriva dalla selezione della combinazione di pickup centrale e al manico della Stratocaster.
11. All Along The Watchtower – Jimi Hendrix
Bob Dylan scrisse il brano originariamente, ma la versione di Hendrix è talmente monumentale che Dylan stesso ammise di aver iniziato a suonarla live imitando Jimi. L'assolo è diviso in quattro sezioni distinte, in cui Hendrix usa prima il plettro, poi un accendino a scorrimento, poi il pedale wah-wah e infine un ritmo a incastro.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il suono unico e tagliente della chitarra sfrutta una combinazione di strumentazione e accessori non convenzionali:
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La Chitarra: Una Fender Stratocaster destrorsa ma montata per mancini, accordata mezzo semitono sotto (in tonalità di Do diesis minore) per ottenere una minore tensione sulle corde e facilitare i bending profondi.
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L'Amplificatore: Una testata Marshall Super Lead da 100 watt spinta al limite della saturazione naturale delle valvole.
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Gli Effetti e le Tecniche: Hendrix ha utilizzato un pedale Wah-Wah e, secondo le testimonianze del tecnico del suono Eddie Kramer, in alcune sezioni ha impiegato un accendino Zippo o un tubetto di metallo strisciato sulle corde per creare l'effetto di uno slide futuristico e tagliente.
12. Shine On You Crazy Diamond – Pink Floyd
(David Gilmour)
Un tributo struggente all'ex leader della band Syd Barrett, allontanatosi per problemi mentali. L'assolo iniziale di Gilmour è introdotto da quattro storiche note isolate (diventate note come Syd's theme
), nate per puro caso mentre Gilmour stava strimpellando svogliatamente in studio.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il suono unico e stratificato di David Gilmour si basa su una catena di effetti e strumenti ben precisa, registrata nei leggendari Abbey Road Studios:
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La Chitarra: La celebre Fender Stratocaster "The Black Strat" , dotata di un pickup al ponte incisivo e di un selettore sfruttato con cura per variare la timbrica.
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Gli Effetti: Un pedale di modulazione MXR Phase 90 per dare un movimento fluttuante alle note, abbinato a un booster/overdrive Colorsound Power Boost nei momenti di maggiore enfasi e saturazione.
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L'Amplificatore: Amplificatori Fender Dual Showman o testate Hiwatt abbinate a cabinet dedicati e, in alcune fasi, a casse rotanti di tipo Leslie per un impasto tridimensionale.
13. Stairway To Heaven – Led Zeppelin
(Jimmy Page)
Spesso votato come il miglior assolo rock della storia, fu interamente improvvisato. Jimmy Page registrò tre diverse take di assoli senza aver preparato nulla prima. Quello che ascoltiamo sul disco è la prima take, venuta fuori di getto seguendo l'accelerazione del ritmo della batteria.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il timbro tagliente, penetrante e dinamico di questo assolo si discosta completamente dalle abitudini in studio del chitarrista:
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La Chitarra: Contrariamente a quanto si pensa (Page usava quasi sempre una Gibson Les Paul), per questo assolo imbracciò una Fender Telecaster del 1959 (la celebre "Dragon Telecaster" regalatagli a suo tempo da Jeff Beck). Questo strumento garantiva un attacco molto più brillante e tagliente sulle frequenze alte.
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L'Amplificatore: Un piccolo amplificatore valvolare Supro (spesso identificato come un modello modificato o un Coronado), spinto al massimo per ottenere una distorsione naturale e cruda direttamente dalle valvole.
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Gli Effetti: Nessun pedale di distorsione o compressione digitale. Il suono si affida unicamente all'interazione tra la Telecaster, il piccolo combo Supro a volume elevato e il tocco della mano di Page.
14. For The Love Of God – Steve Vai
Un pezzo strumentale mistico e quasi sovrumano. Per registrare questo brano di sei minuti e raggiungere uno stato di coscienza alterata e di profonda spiritualità, Steve Vai si sottopose a un digiuno ascetico di 10 giorni
. Incise l'assolo al quarto giorno, suonando fino a farsi sanguinare le dita.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il suono monumentale, espressivo e quasi alieno di questo brano si basa su una chitarra iconica progettata dallo stesso Vai e su un uso estremo della dinamica:
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La Chitarra: La leggendaria Ibanez JEM77FP (modello Floral Pattern ), dotata di pickup DiMarzio PAF Pro. Questa chitarra monta il celebre ponte mobile Floyd Rose inserito in uno scasso profondo nel corpo dello strumento (chiamato Lion's Claw ), che permette a Vai di alzare e abbassare l'intonazione delle note con escursioni violente ed estreme senza mai perdere l'accordatura.
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L'Amplificatore: Per le sessioni in studio, Vai ha utilizzato una testata valvolare Carvin X-100B unita a un preamplificatore in rack Rockman (creato da Tom Scholz della band Boston) per plasmare le frequenze medie.
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Gli Effetti: Un pedale Wah-Wah Dunlop Cry Baby lasciato fisso a metà corsa per tagliare i bassi e dare quel timbro acuto, quasi umano. A questo si aggiunge un massiccio uso di delay digitali impostati a circa 450 millisecondi per creare l'effetto "cattedrale" tridimensionale.
15. Still In Love With You – Thin Lizzy
(Gary Moore)
Un assolo intriso di malinconia e blues, registrato da Moore durante la sua breve permanenza nella band. Phil Lynott (il cantante) amava così tanto questo assolo che, anche dopo che Moore lasciò il gruppo, vietò ai chitarristi successivi di cambiarne anche una singola nota durante i concerti.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il timbro caldo, lamentoso e infinitamente sostenuto tipico di Gary Moore si fonda su un'esecuzione viscerale e su una strumentazione classica:
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La Chitarra: Una Gibson Les Paul Standard del 1959, la leggendaria compagna di una vita del chitarrista, capace di garantire un sustain naturale e un corpo rotondo sulle frequenze medie.
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L'Amplificatore: Amplificatori Marshall (come le testate JMP o Super Lead) portati a un livello di saturazione elevato, sfruttando il volume fisico della stanza per generare un controllo millimetrico del feedback.
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Gli Effetti: L'approccio di Moore era privo di fronzoli elettronici complessi; la voce della chitarra dipendeva interamente dal tocco, dal controllo del volume dello strumento e da un vibrato potentissimo.
16. Child In Time – Deep Purple
(Ritchie Blackmore)
L'assolo accompagna una cavalcata epica che passa da un organo calmo alla disperazione totale. Blackmore fonde perfettamente la velocità del rock con costrutti di musica classica barocca, creando una struttura in crescendo che esplode in un muro di note vertiginoso prima del rientro della voce.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il sound tagliente e aggressivo di Blackmore si basa su una strumentazione essenziale spinta a volumi assordanti:
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La Chitarra: Una Fender Stratocaster (con tastiera spesso modificata o "scalloped", cioè scavata tra i tasti per facilitare i bending veloci).
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L'Amplificatore: Testate Marshall Major da 200 watt o Marshall da 100 watt portate costantemente al limite della saturazione e del volume massimo.
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Gli Effetti: Nessun pedale di distorsione; il timbro graffiante deriva esclusivamente dal contatto diretto tra la Stratocaster e le valvole dei Marshall tirate allo stremo.
17. Still Got The Blues (For You) – Gary Moore
La terza presenza di Moore nella lista dimostra la sua totale transizione dal rock pesante al blues puro. La melodia dell'assolo è incredibilmente orecchiabile e lineare, ma è l'intensità del tocco e l'uso drammatico delle note lunghe a renderlo un classico strappalrime degli anni '90.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il suono denso e cantabile di questo brano si basa su una combinazione leggendaria di chitarra e saturazione:
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La Chitarra: La celebre 1959 Gibson Les Paul Standard , utilizzando quasi esclusivamente il pickup al manico (neck pickup ) per ottenere un timbro caldo, tondo e ricco di medie frequenze.
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L'Amplificatore: Una testata Marshall JTM45 (nella versione prototipo/reissue dell'epoca) impostata su un livello di headroom pulito o moderato.
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Gli Effetti: Il segreto della distorsione non proveniva dalle valvole dell'ampli tirate a secco, ma dall'uso strategico del celebre pedalino Marshall The Guv'nor (Mk I) , che simulava la saturazione grassa e corposa di uno stack Marshall spinto al massimo.
18. Goodbye To Love – The Carpenters
(Tony Peluso)
La band era l'emblema del pop melodico e pulito dei primi anni '70. Richard Carpenter volle osare e inserì nel finale un assolo graffiante con un effetto di forte distorsione (fuzz guitar
). La scelta creò uno scandalo pazzesco: la band ricevette lettere d'odio
dai fan puristi che li accusavano di essersi "venduti all'hard rock", ma inconsapevolmente Tony Peluso aveva appena inventato l'era delle power ballad.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il timbro tagliente, graffiante e distorto (fuzz
) che caratterizza la parte finale del brano fu ottenuto con una combinazione insolita per l'epoca:
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La Chitarra: Una chitarra elettrica (spesso associata a modelli Gibson o Epiphone semi-hollow) con un attacco pulito sulle prime battute melodiche.
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Gli Effetti e la Distorsione: L'uso di un pedale di tipo fuzz (spesso indicato come un Big Muff o un circuito simile) spinto al massimo o inserito direttamente nel banco di registrazione per ottenere quella saturazione sgranata e aggressiva.
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L'Esecuzione: L'assolo ricalca inizialmente la melodia vocale per poi librarsi in passaggi veloci, bending e note sostenute nella seconda metà.
19. Purple Haze – The Jimi Hendrix Experience
Questo assolo è un viaggio psichedelico puro. Hendrix utilizzò l'Octavia, un pedale sperimentale appena creato per lui che raddoppiava la frequenza della nota suonata un'ottava più in alto. Il risultato fu quel suono alieno e futuristico che nel 1967 nessuno aveva mai sentito prima sulla Terra.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il sound extraterrestre e sgranato di questo brano nasce da un congegno elettronico sperimentale costruito su misura per il chitarrista:
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La Chitarra: Una Fender Stratocaster del 1965 o 1966, suonata come sempre con l'impostazione invertita per mancini e accordata un semitono sotto.
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L'Effetto Principale: L'Octavia , un pedale analogico inventato dal tecnico del suono ed elettronico Roger Mayer. Questo dispositivo raddoppiava la frequenza della nota suonata aggiungendo una componente esattamente un'ottava sopra, unita a una distorsione a onda quadra che generava quel timbro metallico, aspro e simile a un sintetizzatore vocale.
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L'Amplificatore: Testate Marshall valvolari spinte a volumi elevati per catturare il giusto compromesso tra dinamica e riverbero naturale della stanza.
20. Brothers In Arms – Dire Straits
(Mark Knopfler)
L'assolo di chiusura è un dipinto sonoro dedicato alla guerra delle Falkland. Knopfler utilizza una chitarra Gibson Les Paul d'epoca e gioca costantemente con il potenziometro del volume dello strumento, creando un effetto soffuso che ricorda il suono di un violino immerso nella nebbia.
Dettagli Tecnici (Il Gear)
Il timbro caldo, rotondo e lamentoso di Mark Knopfler
in questa traccia abbandona la brillantezza della Stratocaster per abbracciare sonorità più scure:
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La Chitarra: Una Gibson Les Paul (spesso associata a modelli storici del 1958 o 1959), che permette di ottenere un attacco più morbido e un sustain denso rispetto alle chitarre Fender.
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Gli Effetti e la Tecnica: Knopfler suona con il suo inconfondibile stile fingerstyle (senza plettro), unendo il tocco diretto dei polpastrelli all'uso sapiente del potenziometro del volume o di un pedale del volume per creare effetti di volume swell (attacchi sfumati in cui il suono "emerge" dal silenzio senza l'effetto percussivo della pennata).
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L'Amplificatore: Amplificatori valvolari spinti a un livello di saturazione moderata e calda, arricchiti da un riverbero profondo che simula l'ambiente di una grande cattedrale naturale.
L'assolo dimenticato: Il ruggito fantascientifico di Tom Morello in "The Ghost of Tom Joad"
Se la classifica dei 20 migliori assoli di sempre si ferma alla celebrazione purista del rock classico, c'è un capolavoro moderno che è stato ingiustamente ignorato e che non può assolutamente essere sottovalutato
: l'incredibile performance di Tom Morello
in The Ghost of Tom Joad
, registrata dal vivo nel 2009 insieme a Bruce Springsteen
al Madison Square Garden.
Non si tratta di una semplice esecuzione, ma di una vera e propria riappropriazione e rivoluzione di un brano . Se la versione acustica originale di Springsteen era un sussurro folk intimo e dolente, l'ingresso della chitarra di Morello trasforma la canzone in un grido di rabbia elettrica e contemporanea.
Il suo assolo – che inizia intorno ai 5 minuti del brano e culmina in un finale apocalittico – ridefinisce completamente i confini della chitarra rock attraverso tre elementi unici:
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Innovazione e "Trucchi" Tecnici: Morello non usa i classici fraseggi blues o scale veloci. Utilizza la chitarra come se fosse un sintetizzatore o un giradischi da DJ, fondendo l'uso estremo del pedale DigiTech Whammy (per alterare l'intonazione), lo scratching sulle corde e lo spegnimento ritmico del segnale tramite il killswitch.
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Coerenza con il Messaggio: La fame, la furia e la disperazione evocate dal testo di Springsteen (ispirato alle lotte sociali e ai lavoratori oppressi) trovano una perfetta traduzione sonora nei suoni alieni, distorti e stridenti di Morello, che imitano quasi il rumore di una fabbrica o di una sirena della polizia.
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Un'Esplosione Emotiva Senza Precedenti: L'assolo si sviluppa in un crescendo che lascia lo spettatore (e lo stesso Springsteen sul palco) a bocca aperta. È il perfetto esempio di come la tecnica più avveniristica possa piegarsi al servizio della pura emozione rock.
Inserire questo momento tra i più grandi assoli della storia non è solo un atto di giustizia per il rock degli ultimi vent'anni, ma la dimostrazione che lo strumento ha ancora modi del tutto nuovi per esprimere potenza e disperazione.
Un assolo che sfida le leggi della fisica acustica. Non vi resta che provare per credere: cliccate sul